Monday, December 17, 2018

Perchè misurare i campi elettromagnetici

Il benessere e la sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro possono essere influenzati dagli agenti fisici presenti nell'ambiente (Rumore, Radiazioni Ottiche, Campi Elettromagnetici). Per questo è importante rilevare i livelli di inquinamento elettromagnetico presenti nei punti e negli ambienti esaminati. L’inquinamento elettromagnetico o, come spesso si dice, “elettrosmog” è rappresentato sostanzialmente dal campo elettrico e magnetico generato da apparecchiature elettriche ed elettroniche presenti all’interno dei locali o nelle vicinanze degli stessi. 

L'inquinamento elettromagnetico in ambito domestico e sui luoghi di lavoro è formato da due componenti fondamentali:
- Campi a bassa frequenza (ELF, Extremely Low Frequencies) generati dalle linee elettriche, dagli elettrodomestici, dalle attrezzature d'ufficio quali fotocopiatrici, computer, stampanti;
- Campi a radiofrequenza (RF), generati da antenne trasmittenti, quali i ponti radio della telefonia cellulare e della emittenza radiotelevisiva, così come dagli stessi apparati cellulari (telefonini).

Per la misura dei campi elettromagnetici a bassa frequenza si adotta come unità di misura il Tesla, o meglio il suo sottomultiplo microTesla (abbreviato T) pari ad un milionesimo di Tesla.
Per la misura dei campi elettrici a Radiofrequenza si usa invece come unità di misura il Volt/metro (abbreviato V/m).

Nel panorama normativo italiano, la Legge Quadro n.36 del2001 e la successiva decretazione attuativa (DPCM 08/07/2003) per le radiofrequenze fissa dei valori limite per il campo elettromagnetico.

Legge Quadro 22 febbraio 2001, n. 36 e decretazione attuativa
La Camera ha approvato in via definitiva la legge quadro sui campi elettromagnetici (Legge 22 febbraio 2001, n. 36, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2001).
La nuova legge quadro definisce:
  1. limiti di esposizione - valori che non possono mai essere superati.
  2. valori di attenzione - valori da non superare nei luoghi dove è prevista una permanenza per più di 4 ore (case, scuole ed altri luoghi adibiti a permanenze prolungate)
  3. obiettivi di qualità - valori elettromagnetici più restrittivi a cui si deve far riferimento per il risanamento e da conseguire per la costruzione di nuovi elettrodotti situati nei pressi di centri abitati, scuole, parchi giochi per bambini.
Limiti di campo elettromagnetico in Alta Frequenza:
Il successivo decreto attuativo DPCM 8/07/2003 (Appendice 1) ha poi fissato i seguenti tre limiti per i campi elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100kHz e 300Ghz:



limite di esposizione
20 V/m (*)
valore d'attenzione
6 V/m
obiettivo di qualità
6 V/m


(*) limite di esposizione per i c.e.m. a frequenze comprese tra 3 Mhz e 3Ghz.Per quelle tra 100kHz e 3Mhz il limite è 60 V/m; per quelle oltre 3GHz e fino a 300 Ghz il limite è 40V/m.


Limiti di campo elettromagnetico in Bassa Frequenza:
Il DPCM 8 luglio 2003 in attuazione della Legge Quadro n,36 del 2001 ha così fissato i limiti ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti (linee elettriche e cabine di trasformazione):


limite di esposizione
100 microTesla
valore d'attenzione
10 microTesla
obiettivo di qualità
3 microTesla

Per sorgenti non riconducibili ad elettrodotti (linee elettriche e cabine di trasformazione MT/BT) si rimanda alla Raccomandazione CE 12 luglio 1999.



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